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3 febbraio 2009
Legge Truffa 2009
 Prosegue il consolidamento del regime (bi) partitocratico.
Manifestazione dei piccoli partiti contro la riforma della legge
elettorale per le europee con sbarramento al 4% davanti al Quirinale.
Presenti i leader delle piccole formazioni di varie tendenze politiche
tra i quali Riccardo Nencini del Partito Socialista, Clemente Mastella
dell'Udeur e Paolo Ferrero di Rifondazione comunista.
Sono state ribadite le richieste di intervento del presidente della
Repubblica per fermare il 'vulnus' alla democrazia e alla
rappresentanza politica. La manifestazione iniziata sotto l'obelisco di
fronte al Quirinale e poi terminata all'esterno della piazza, sotto la
progressiva pressione da parte dei rappresentanti delle forze
dell'ordine che rimarcavano il divieto di manifestare troppo a ridosso
dell'ingresso del Quirinale.
Il Partito Socalista ha srotolato uno striscione con la scritta
'Veltroni a Berlusconi: vengo da sinistra(to), me ne vado
a(d)destra(to): Il Ps e' contro lo sbarramento del 4%'.
Un manifestino, distribuito davanti al Quirinale, sottolinea che sono
piu' di 7 milioni gli italiani che alle europee del 2004 votarono per i
partiti piu' piccoli, per un totale del 23,4%. Il manifestino conclude:
"Sono tutti coglioni e fuori legge?". Riccardo Nencini ha affermato:
"Se la riforma della legge elettorale verra' promulgata, ricorreremo ex
articolo 700 al tribunale ordinario con lo scopo di aprire un
contenzioso alla Corte Costituzionale", mentre Bobo Craxi: "Gli europei
guardano increduli a questa vicenda italiana. Nessun paese in Europa si
permette di cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto. E' un
crimine contro il quale ci opporremo. Pd, Pdl, Idv, Lega sono
avventurieri perche' non hanno una famiglia in Europa. Ci aspettiamo
qualcosa di piu' da chi dovra' promulgare questa legge palesemente
anticostituzionale". Molti i dirigenti del Ps presenti al sit-in, tra i
quali Marco Di Lello, Roberto Biscardini, Alessandro Battilocchio,
Angelo Sollazzo, Gerardo Labellarte, Lanfranco Turci.
Il gruppo del Partito democratico ha intanto votato la decisione di
sostenere l'introduzione della soglia di sbarramento del 4% per il voto
delle europee. Nella votazione ci sono stati quattro voti contrari di
esponenti 'ulivisti': Arturo Parisi, Mario Barbi, Antonello La Forgia e
Fausto Recchia. Si sono invece astenuti Barbara Pollastrini e Gianni
Cuperlo. Non era presente Massimo D'Alema, andato via in anticipo
dall'assemblea.
Dirigenti e militanti del Ps si stano spostando ora a Piazza
Montecitorio dove continua la mobilitazione contro la riforma
elettorale.
23 gennaio 2009
Appello di Volpedo

Ci rivolgiamo a tutti cittadini e le cittadine che hanno a cuore i
valori di eguaglianza, di giustizia e di libertà, così come a quei
partiti e movimenti che hanno fatto della difesa dei diritti sociali,
non meno che di quelli individuali, la loro storica bandiera. In questa
difficile fase storica, in cui la gravissima crisi
economico-finanziaria in corso in tutto il mondo sollecita una risposta
politica, sociale, culturale non più differibile, i Socialisti, quale
che sia la loro attuale collocazione (o non collocazione) partitica,
vedono riconfermato il valore della loro tradizione, portatrice di
valori etico-civili e di programmi economico-sociali oggi più che mai
necessari. Il Socialismo democratico, liberale e libertario e
sempre antiautoritario, resta insomma il solo riferimento praticabile,
in Italia, in Europa e nel mondo, per chi voglia tenere sempre unite
giustizia e libertà. In Italia in particolare la frammentazione dei
partiti di Sinistra, lo smarrimento della loro identità, il trionfo
elettorale della Destra (con la sua azione sistematica di distruzione
di quel che resta dello stato sociale e delle garanzie costituzionali)
impone il ritorno sulla scena dell'azione sociale e del progetto
politico dei socialisti, comunque definiti e comunque collocati nelle
rispettive formazioni. Noi socialisti esprimiamo oggi una
preoccupata considerazione sulla contrazione degli spazi e delle forme
di democrazia e di libertà e sull'espansione di un inquietante
autoritarismo mediatico; e constatiamo con preoccupazione tanto le
pericolose derive della Destra al governo quanto il vuoto di contenuti,
di progetto e di proposta politica dell'attuale opposizione
parlamentare. E' una situazione grave, che rischia di allontanare i
cittadini dalla partecipazione democratica o di creare una frattura tra
la politica e la società, proprio nel momento in cui la politica viene
invece chiamata a prendere decisioni epocali e a ristudiare le modalità
dei rapporti tra Stato ed economia. L'esigenza di un rilancio
dell'iniziativa socialista nasce in primo luogo da queste
considerazioni. Ma questa ripresa di iniziativa non si dovrà misurare
sul terreno ormai consunto di improbabili unificazioni o scissioni o
coalizioni di burocrazie organizzative da tempo logore e inadeguate.
Dovrà nascere, invece, dal basso, e da concrete azioni di impegno
civile, politico, culturale e sociale, a tutela dei salari, del lavoro,
della solidarieà sociale, dell'ambiente, dei diritti civili della
laicità, noi socialisti firmatari di questo appello decidiamo di
avviare la costituzione di un coordinamento permanente delle
Associazioni, circoli e club di ispirazione socialista e libertaria del
Nord ovest d'Italia, e facciamo appello a tutti i socialisti ovuneuq
oggi siano a costruire e rilanciare circoli ed associazioni di base e
ad aprire percorsi analoghi anche in altre regioni d'Italia. Riteniamo altresì che l'Europa costituisca un orizzonte politico imprescindibile, ed un quadro di riferimento essenziale. Per
questo, quali che siano le identità e distinzioni dei diversi partiti
socialisti d'Europa, NOI CI SENTIAMO SOCIALISTI EUROPEI. In vista
delle ormai prossime elezioni per il Parlamento Europeo pensiamo perciò
che tutti coloro che si riconoscono nella tradizione storica e ideale
del Socialismo, rappresentata dal Gruppo parlamentare del Partito
Socialista Europeo, debbano DICHIARARE PREVENTIVAMENTE LA LORO APPARTENENZA AL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO. Noi
qui facciamo tale dichiarazione e chiediamo di avviare la
trasformazione del PSE in un vero e proprio partito transnazionale, al
quale sia possibile aderire individualmente e direttamente. Quali che siano le identità e distinzioni dei diversi partiti, occorre che tutti i socialisti possano ISCRIVERSI
DIRETTAMENTE AL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO, considerando l'eventuale
iscrizione ad un partito nazionale come adesione al la sezione di quel
Paese (nella fattispecie l'Italia) di UN UNICO PARTITO SOCIALISTA
EUROPEO. Il "gruppo di Volpedo" L'appello è aperto alle adesioni individuali e collettive da indirizzare a: appellodivolpedo@libero.it
16 dicembre 2008
Anche in Francia vince l'Ondà!

E vince anche l'Ondà francese!Italia, Grecia Francia...le ricette delle Destre sono uguali in tutta Europa!Si taglia sulla scuola pubblica per risparmiare sul Welfare e far pagare i costi della crisi solo ad alcuni e non ad altri, maggiormente responsabili.
La riforma dei licei (che prevede tra le altre
cose il taglio di 13 mila posti di professori nel 2009, dopo gli 11
mila del 2008) è rinviata al 2010. Per gli studenti la frenata del
governo è segno di un mea culpa del ministro di cui in migliaia
reclamano le dimissioni
Mentre migliaia di giovani si preparavano ad invadere ancora le vie
delle città, mentre alcuni licei continuavano ad essere occupati, è
arrivata stamani la marcia indietro del governo e l'inatteso annuncio
del ministro dell'Educazione Xavier Darcos: la riforma dei licei, che
doveva entrare in vigore nel 2009, è rinviata. Più tardi la
precisazione: entrerà in vigore un anno dopo, nel 2010. Certo si
tratta per ora solo di un rinvio, di un appello al dialogo, di una
voglia di tregua in un certo senso, ma per gli studenti la frenata del
governo è segno di un mea culpa del ministro di cui in migliaia
reclamano le dimissioni. Così sono esplose le prime reazioni di
soddisfazione dei sindacati di professori e liceali, per quanto
misurate. Non siamo stupidi e non intendiamo abbassare la guardia,
hanno fatto sapere immediatamente: la rivolta dunque continua come
previsto nei prossimi giorni, con le due giornate di azione nazionale
domani e giovedì ed iniziative locali, a partire da stasera stessa con
sit-in "rivendicativi" nelle scuole per tutta la notte. L'annuncio
del ministro è arrivato alla vigilia di un'attesa conferenza stampa in
cui lo stesso Darcos doveva annunciare i dettagli della riforma dei
licei, uno dei punti caldi della più ampia riforma dell'educazione che
prevede tra le altre cose il taglio di 13 mila posti di professori nel
2009, dopo gli 11 mila del 2008. La decisione è stata presa nel
week-end ed è stato decisivo in questo senso l'intervento del
presidente Nicolas Sarkozy. E' da giorni che l'Eliseo guarda infatti
con occhio vigile la protesta sfilare nelle piazze, occupare le scuole,
in alcuni casi sfociare nella violenza come nei giorni scorsi
nell'ovest del Paese, con tanto di lanci di pietre e lacrimogeni e
ancora oggi, a Lille, nel nord, con cassonetti dell'immondizia e
un'automobile bruciati davanti ad un liceo. "Il clima non è
abbastanza sereno per parlare", ha commentato Darcos che nei giorni
scorsi ha denunciato le menzogne e la disinformazione sulla riforma. E'
d'accordo anche il primo ministro Francois Fillon che oggi è
intervenuto per avallare la posizione di Darcos: "La riforma - ha detto
- ha bisogno di maggiori spiegazioni e di concertazione". E così come
succede da vent'anni a questa parte in Francia in materia di scuola, il
governo si ritrova a dover fronteggiare, senza riuscirci, la protesta
degli studenti. Ed ancora una volta, si andrà al dialogo. "Bisognerà
prolungare le discussioni con i sindacati affrontando tutti gli
argomenti senza tabù", aveva detto stamani Darcos. "Finalmente
una misura di saggezza", ha commentato anche l'ex ministro socialista
Jack Lang, da giorni schierato apertamente con gli studenti contro la
riforma del ministro Darcos, per il momento finita in soffitta.
scuola
francia
riforma
onda
| inviato da abuona il 16/12/2008 alle 10:20 | |
2 dicembre 2008
Convegno sulla scuola e sull'istruzione
Circolo Carlo Rosselli - Napoli
Napoli – Sabato 20 dicembre alle ore 10.00, presso l'Istituto de la Salle, Via S. Giovanni Battista de la Salle 1 (zona Materdei in prossimità della stazione Metro) a cura del Circolo “Carlo Rosselli” di Napoli si terrà il seguente convegno:
L'ONDA DEL SUD
Scuola e Istruzione a Napoli e nel Mezzogiorno
introduce: Elio Capriati, presidente del Circolo Carlo Rosselli di Napoli
Interverranno:
Adolfo Scotto di Luzio, docente di Storia delle istituzioni scolastiche presso l’Università di Bergamo
Marco Rossi Doria, maestro di strada e fondatore del Progetto educativo Chance
Maria Rosaria Cuocolo, responsabile Università e Ricerca del Partito Socialista
Itala Massa, segretaria provinciale della FLC- Cgil
Modera gli interventi, Andrea Buonajuto, docente di Filosofia e Storia presso l’Istituto “Pitagora” di Pozzuoli(NA).
Segue dibattito.
La Cittadinanza è invitata a partecipare.
2 dicembre 2008
EUROSOCIALISMO ALLA RISCOSSA
IL MANIFESTO ELETTORALE DEL PSE
People first. Così si chiama la bozza del manifesto del PSE a cui hanno lavorato i rappresentanti dei partiti socialisti, socialdemocratici, laburisti e democratici progressisti d'Europa ed approvato lunedì 2 settembre a Madrid.
L'utilizzo delle nuove tecnologie è stato fondamentale nell'elaborazione del manifesto del PSE per le prossime elezioni europee di giugno 2009. Infatti, il manifesto che i leaders dei partiti che si riconoscono nel Partito del Socialismo europeo adotteranno la prossima settimana a Madrid, ha visto la partecipazione attiva dei militanti europei. Durante la lunga fase di ascolto lanciata via internet e attraverso il social network facebook per la redazione del documento finale sono stati raccolti i commenti e i suggerimenti sulle priorità politiche del PSE. In quindici pagine sono state sviluppate le proposte inerenti alle tematiche considerate di maggior rilevanza per affrontare la prossima campagna elettorale. In primo luogo vengono identificate le sfide che ci attendono. Dalla crisi economica alla sfida del cambiamento climatico. Dal diritto ad un lavoro decente e duraturo alla partecipazione democratica nella presa delle decisioni. Dagli sforzi per gestire l'immigrazione ai diritti degli immigrati legalmente residenti nel nostro territorio. Dalle sfide alla democrazia e dei diritti dei cittadini alle minacce del terrorismo e del crimine oltre che dell'estremismo che attraversa l'Europa. E infine sul ruolo che l'Europa deve svolgere come attore globale nell'aumentare la nostra sicurezza interessandosi anche delle aree più povere del mondo. Strutturato in 6 capitoli il manifesto avanza, con proposte concrete, le politiche da avviare per offrire risposte europee alle sfide che ci attendono. Non potendo prescindere dalla grave situazione finanziaria mondiale il documento nel suo primo capitolo inizia proprio affrontando il tema del rilancio dell'economia e delle azioni da intraprendere per evitare il ripetersi di simili crisi. La crisi finanziaria ha dimostrato, ancora una volta, la necessità di un'Europa unita e coordinata che ha saputo dare un aiuto alla protezione dei risparmi dei cittadini. Si sottolinea così la necessità di proporre una riforma dei mercati finanziari che preveda regol e per tutti gli attori finanziari in gioco. Si propone di porre fine alle situazioni dei paradisi fiscali e combattere il riciclaggio di denaro sporco nell'Ue oltre a fare in modo che tutti gli attori del mercato paghino la giusta proporzione di tasse nei paesi in cui operano. Per rilanciare l'economia viene preso in considerazione una strategia europea per una crescita ecologica ed intelligente in grado di creare 10 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020 con un quinto di essi solo nel settore delle energie rinnovabili. Particolare enfasi viene posta sia nel settore delle reti infrastrutturali, dello sviluppo dei trasporti combinati con le ferrovie e nel sostegno alle azioni che stanno conducendo i sindaci social democratici attraverso il loro manifesto della Mobilità Urbana, che nell'ambito del completamento del mercato interno anche attraverso il sostegno alle piccole e medie imprese considerate la spina dorsale dell'economia europea in grado di offrire occupazione a una larga parte dei lavoratori. Il sostegno alle economie per favorire il cambio è ritenuto particolarmente importante. Bisogna anticipare i cambiamenti e per questo si dovrebbe da un lato rafforzare lo strumento già esistente del fondo di aggiustamento alla globalizzazione, dall'altro prevedere forme di maggior flessibilità per i prestiti indirizzati agli investimenti da parte della Banca Europea degli Investimenti.
Il secondo capitolo si concentra sulla nuova Europa sociale che possa offrire un accordo sociale equo alle persone. Non c'è differenza dove uno vive o dove è nato. I cittadini europei condividono gli stessi valori di base sul tipo di società in cui vogliono vivere: un'Europa sicura, con alti livelli di vita, un lavoro stabile e decente e un ambiente sicuro e pulito. Per garantire questi standards non è sufficiente salvaguardare lo status quo. E' invece necessario prevedere nuove azioni più mirate e in particolare attraverso la ricerca di un accordo su un Patto Europeo per il Progresso sociale che preveda obiettivi e standards nazionali per la salute, le politiche educative e per la sicurezza sociale che siano in grado di combattere la povertà e le ineguaglianze. Si propone, tra le altre opzioni, di includere una clausola di progresso sociale in ogni atto legislativo dell'Unione Europea e che vengano presi in considerazione i criteri sociali e ambientali nello sviluppo della legislazione europea. La protezione dei diritti dei cittadini dev'essere assicurata attraverso il rispetto della Carta dei diritti fondamentali e della Convenzione europea dei diritti umani. Il rafforzamento della legislazione anti discriminatoria è prioritario per assicurare una parità di trattamento a prescindere dal genere, dalla razza, dall'età dalle disabilità dagli orientamenti sessuali e dalle credenze religiose o di pensiero. I cittadini europei devono ricevere uguale trattamento in tutti gli Stati membri come ad esempio per quanto riguarda i diritti parentali e matrimoniali.
Trasformare l'Europa nel leader globale contro il cambiamento climatico è il terzo capitolo del documento. Da un lato l'Europa deve essere il leader mondiale nei negoziati per affrontare la sfida del cambiamento climatico, anche attraverso un aumento dell'aiuto europeo ai paesi in via di sviluppo tanto per combattere come per far fronte al cambiamento climatico. Ma l'Europa deve anche essere in grado di condurre una politica energetica molto più ambiziosa, attraverso una direttiva europea sul clima che assicuri obiettivi e azioni in quei settori non ancora coperti dalle leggi esistenti, ad esempio energia, agricoltura, cibo, costruzioni e trasporti. Tutte le legislazioni climatiche dovrebbe essere adattate per fissare al 30% la riduzione delle emissioni. Ma accanto a questo si dovrà investire per prevedere una rete di trasporto dell'energia in grado di trasportare in modo efficiente l'energia eolica prodotta in alto mare nell'Europa occidentale o quella solare prodotta nei paesi dell'Europa del sud o del nord Africa.
Il quarto capitolo si concentra sullo sviluppo dell'eguaglianza di genere nel nostro continente. Nonostante siano stati effettuati consistenti progressi per raggiungere una parità tra uomo e donna rimangono persistenti ineguaglianze, le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini facendo lo stesso lavoro e hanno peggiori condizioni nell'inserimento nel mondo del lavoro. Nel mondo ci sono milioni di donne che soffrono ancora violazioni dei loro diritti e vengono sfruttate e in generale la loro partecipazione alla vita politica è ancora bassa anche in Europa. Per rendere la parità di genere una realtà per tutti si propone di creare una Carta Europea per i diritti delle donne per migliorare i loro diritti e le opportunità, si propone di introdurre gli stessi diritti di congedo parentale per uomini e donne in tutt'Europa e si vuole lanciare una campagna per un'equa rappresentanza di uomini e donne a tutti i livelli del processo decisionale sul territorio dell'Unione. Tra le proposte si sottolinea anche la necessità di porre in atto politiche che permettano ai genitori di dividere equamente le loro responsabilità familiari e professionali investendo nei settori della cura dei minori sia per la fascia d'età 0-3 anni che in quella 3 anni-età scolare.
Le politiche legate all'immigrazione sono concentrate nel quinto capitolo. Consapevoli del fatto che le persone sono preoccupate delle conseguenze dell'immigrazione è necessario prevedere delle riforme. La risposta non è creare ghetti o alimentare la xenofobia, ma attuare vere riforme per assicurare l'integrazione, combattere l'immigrazione illegale, il traffico di esseri umani e il lavoro nero, e lavorare per creare migliori condizioni di vita nei paesi poveri fuori dall'Europa per prevenire la fuga dei cervelli anche da quelle zone. Per gestire i flussi migratori in modo efficace si propone di stabilire uno standard europeo comune per l'immigrazione legale all'interno dell'Unione europea basata sulla solidarietà, sulla condivisione delle responsabilità rispettando pienamente le competenze dei singoli stati membri in materia. Si propone di combattere l'immigrazione illegale attraverso un controllo di polizia europeo delle frontiere esterne, migliorando la cooperazione per combattere il traffico umano delle organizzazioni criminali e attraverso accordi di partnership con i paesi terzi che includano anche le procedure di riammissione. Bisogna però sostenere ulteriormente lo sviluppo del sistema europeo di asilo basato su norme chiare e giuste per coloro che fuggono dalle persecuzioni nei loro paesi.
Infine, nel sesto capitolo, il manifesto affronta il ruolo dell'Unione europea come attore globale per sostenere la pace, lo sviluppo e la sicurezza nel mondo in cui viviamo. Gli ambiti attraverso cui l'Unione deve essere presente vengono identificati attraverso la promozione della pace e della sicurezza tramite un ruolo più attivo nella prevenzione dei conflitti, nella promozione attiva dell'Alleanza delle civilizzazioni attraverso le Nazioni Unite; promuovendo la partnership non solo con le aree geografiche confinanti con l'Ue, ma anche con attori internazionali quali l'India, la Cina, rafforzando i rapporti con l'Africa ristabilendo, con la nuova leadership democratica, un nuovo corso alle relazioni transatlantiche.
Un manifesto serio, che cerca di individuare i problemi a cui la nostra società deve far fronte offrendo risposte che portano all'idea di Europa come soggetto politico e non come mera aggregazione di Stati in difesa dei propri interessi. Negli ultimi 5 anni i conservatori hanno avuto la maggioranza in Europa. Cosa hanno fatto? Hanno contrastato la crisi finanziaria globale? Hanno contrastato l'aumento dei prezzi di energia e cibo? Hanno combattuto la poverta' e le diseguaglianze? E' una societa' migliore di 5 anni fa? Hanno incoraggiato le nostre iniziative per sviluppare e migliorare il lavoro? Loro seguono solo il mercato e lasciano che il ricco diventi sempre piu' ricco, a spese di chiunque altro. Noi crediamo in una economia sociale di mercato. Noi crediamo nella solidarieta' fra generazioni, non nell'individualismo di destra". Per questo abbiamo un solo messaggio da inviare in tutti i paesi dell'Unione europea: Possiamo costruire una società più giusta mettendo le persone al primo posto. Dobbiamo portare l'Europa in una nuova direzione nel giugno 2009.
europa
pse
socialismo
| inviato da abuona il 2/12/2008 alle 17:27 | |
23 novembre 2008
In Italia si muore

Pubblichiamo, l'amara riflessione di un giovane ricercatore di FIsica, fuggito all'estero, perchè il nostro paese non gli offre adeguate possibilità di lavoro e di realizzazione personale
In Italia si muore di scuola.
In Italia si muore di lavoro.
In Italia si muore nelle strade di Genova sotto i limoni appesi agli alberi, portati da camion di ipocrisia.
In Italia si e' morti di bombe alle stazioni, di aerei esplosi chissa'
come, di funivie tranciate di netto da aeroplani. Di dighe che saltano,
di amianto nell' aria.
In Italia si muore volando dai commissariati.
Si muore nelle carceri, in Italia, tra il silenzio di tutti.
Per arrivare in Italia si muore su barconi della speranza; e se non si morisse qualcuno li silurerebbe.
Si muore sprangati per dei biscotti e per la disperata paura del nero dell' anima.
In Italia, si muore nelle baraccopoli per le esalazioni di monossido di carbonio.
In Italia, come in una terribile metafora, si muore di tumore
mangiando la spazzatura propria ed altrui: I prodotti della
terra-sversatoio della Camorra, inghiottendo l'acqua-liquame,
ricettacolo di ogni aberrazione di una societa' che si e' voluta
"moderna" ma e' atavicamente antica, oltraggiosamente ferina e che,
perversamente, si e' voluta con cosi' tante regole da essere senza
regole.
In Italia, per assurdo contrappasso, quando dovresti e vorresti
solo morire, ti tengono attaccato alla vita con la violenza dell'
intolleranza religiosa; col plauso simoniaco del baratto delle...
meretrici politiche romane.
In Italia, si muore prima di nascere, perche' si nega alle coppie
che lo vorrebbero (ma non se lo possono permettere altrove) di dare
nuova vita.
In Italia si distruggono embrioni pur di non dare ai malati la speranza di sopravvivere.
In Italia muore l' ambiente, violentato dal cemento, dai rifiuti e
dagli incendi, dall' energia inquinante pagata a caro prezzo e
sprecata.
In Italia si muore di scuola.
In Italia, muoiono ammazzate ogni giorno le speranze di migliaia di giovani.
Per cause naturali, almeno loro, muoiono crollando esauste una ad
una le colonne ormai antiche della promessa violata di un' Italia
diversa, figlia della Resistenza e di un esperimento di democrazia e
partecipazione fallito.
In Italia, ovviamente, si prospera solo sguazzando nella politica.
Prosperano gli inossidabili alla Villari, prosperano le caste indegne,
i tumori di criminalita' organizzata ormai tutt'uno con la politica, l'
economia, la societa'. Prosperano I Premier settantenni, leaders di
partito ottantenni, senatori e burattinai dietro le quinte di novant'
anni ed oltre. Prosperano i Gelli e gli Andreotti. Prosperano quelli
che si affannano ogn'anno a richiamare le schiere di coloro che mai
furon vivi dietro stendardi e simboli sempre piu' nuovi e sempre piu'
vacui; forgiando nuove alleanze di inetti al solo scopo di mai levarsi
dai coglioni, rinnovando l'unica promessa di fare di tutto pur di non
fare un cazzo di sostanziale per il Paese: perche' non vogliono, non
sanno, non possono, ormai poco conta.
Prosperano i boiardi, prosperano le sanguisughe degli "appalti" a
tutti i livelli che tale sinfonia bestiale nutre. Chi dovrebbe
controllare e chi dovrebbe vigilare... e ruba; chi dovrebbe giudicare
e chi dovrebbe denunciare... e invece si vende.
In Italia, il Sistema sta cercando di sopravvivere divorando i
propri figli. L' Italia e' la terra di Crono. Non credo vi sara' mai
vera giustizia in questo paese; eppure prego-da non credente-che almeno
un degno contrappasso li colpisca. Che uno dei figli di Crono, infine,
li avveleni del loro stesso veleno e faccia loro vomitare tutto, li
eviri col loro stesso falcetto e li scagli tra gli Ecatonchiri.
E pazienza che, con tutta probabilita', il tutto non servira' che a
rinnovare le facce della tirannia. Quando e' troppo e' troppo: In
Italia si muore di scuola. Pasquale Dario Serpico
Scuola
Italia
Sistema
| inviato da abuona il 23/11/2008 alle 16:24 | |
20 novembre 2008
In nome di Loris Fortuna

Mauro Del Bue, della segreteria
nazionale del Partito socialista, ha inviato una lettera aperta a tutti
i parlamentari che hanno militato nel vecchio Psi, nonché agli uomini
di cultura, agli scienziati di derivazione socialista, perchè, la di là
e al di sopra delle collocazioni politiche, possano insieme aderire ad
un’Associazione intestata a Loris Fortuna, per difendere i valori di
cui il vecchio Psi è stato portatore originale sui temi della laicità,
a cominciare dalle battaglie parlamentari che si annunciano
particolarmente difficili per i laici sui temi del testamento biologico.
Cari amici e compagni,
se il vecchio Psi è finito, e se dal suo seno si è messa in movimento
una diaspora in diverse direzioni, tutte legittime, è vero che i valori
di cui è stato artefice il vecchio Psi restano oggi più attuali che
mai. La fine dei partiti identitari, conseguenza piuttosto discutibile
della fine delle contrapposizioni ideologiche, ha creato contenitori
vuoti di valori e divisi sulle questioni essenziali che attengono la
vita e la morte degli esseri umani. Il vecchio Psi ha saputo essere
unito e solidale nella più intransigente difesa dell’etica laica, ha
mostrato, senza mai scadere nell’anticlericalismo ottocentesco, la sua
volontà di scindere le questioni attinenti le collaborazioni di governo
dalle convinzioni sul tema della laicità. E attraverso una figura
limpida come Loris Fortuna è stato protagonista delle battaglie vinte
sui temi del divorzio e dell’aborto, mettendo questi temi al primo
posto nella sua agenda politica, al contrario del Pci, che li ha sempre
considerati secondari. Mi chiedo perché oggi tutti i socialisti di
qualsiasi tendenza e ovunque collocati non possano ritornare uniti su
questi temi, scindendo, come fece il vecchio Psi, le opinioni sulle
collocazioni politiche dalle battaglie sui temi delle convinzioni
etiche. Sarebbe assai utile su questi argomenti riprendere un discorso
insieme. Sarebbe utile perché la cultura laica non ha oggi eguali
interpreti del Psi degli anni passati, perchè queste battaglie possono
essere vinte con la comune adesione ai principi nostri tradizionali,
perchè così si può rendere un nobile contributo ai diritti civili
nell’Italia moderna. Perché non fondare allora tutti insieme proprio
nel nome di Loris Fortuna un’associazione di parlamentari, ex
parlamentari, dirigenti politici, scienziati e uomini di cultura, che
potrebbero insieme sviluppare un’efficace azione nelle istituzioni e
nella società? Sarebbe assai utile una tua risposta al riguardo. Grazie
per la tua attenzione.
Mauro Del Bue
psi
mauro del bue
loris fortuna
etica laica
| inviato da abuona il 20/11/2008 alle 23:18 | |
26 ottobre 2008
Il "Deja vu" del Pd veltroniano
Pd Day: Biscardini (Ps), Una Manifestazione Inutile (AGI) - Roma, 25 ott. - "Manifestazione grandiosa ma sostanzialmente inutile: non riuscira' a rompere con l'Italia immobile e paralizzata. Non incidera' sull'azione negativa del governo e non riuscira' a dare all'opposizione un ruolo piu' efficace rispetto a quello attuale. La politica dopo questa manifestazione purtroppo non cambiera', sentiremo gli stessi discorsi e le stesse contrapposizioni. Berlusconi sara' quello di prima e il PD anche." Lo ha dichiarato Roberto Biscardini, della segreteria nazionale del Partito Socialista che ha aggiunto: "Non c'e' stata nella manifestazione del Pd sufficiente carica riformista e riformatrice, non c'e' disegno alternativo, non c'e' soprattutto rottura con gli errori del proprio passato. Tutto e' dentro il solco del solito continuismo autoassolutorio". -
Come non condividere questo commento? Addirittura Veltroni ha commesso il fatale errore di elogiare il senso dello Stato (?) di Prodi. Forse si riferiva all'indulto ?!?
Elio
| inviato da abuona il 26/10/2008 alle 1:37 | |
21 ottobre 2008
Addio Vittorio!

Il Circolo Rosselli saluta Vittorio Foa, maestro di sindacalismo e socialismo. Addio Vittorio!
Nacque da una famiglia ebraica (per parte di padre), nipote di un
rabbino. Nel 1926, mentre era impiegato di banca, subì l'influenza
politica di Giovanni Giolitti. Nel 1930 divenne ufficiale di
complemento dell'esercito italiano nel reggimento di re Umberto II col
quale ebbe un'amicizia. Si laureò in Giurisprudenza nel 1931
all'Università di Torino.
Nel 1933 entrò in Giustizia e Libertà, movimento politico antifascista.
Il 15 maggio 1935, all'età di 25 anni, venne arrestato a Torino in
seguito alla segnalazione di un confidente dell'OVRA, quindi denunciato
al Tribunale Speciale Fascista, che lo condannò a 15 anni di reclusione
(nel 1936) per attività antifascista. Condivise la stessa cella con
Ernesto Rossi, Massimo Mila e Riccardo Bauer, e nel frattempo sposò il
liberalismo di Benedetto Croce.
Dopo essere uscito dal carcere nell'agosto 1943, nel settembre
dello stesso anno entrò nel Partito d'Azione (PdA), di cui divenne
segretario assieme a Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Altiero Spinelli e
Oronzo Reale (1945), e per cui fu rappresentante nel Comitato di
Liberazione Nazionale (CLN), prendendo dunque parte alla Resistenza.
All'Assemblea costituente, il 2 giugno 1946, fu eletto deputato del
PdA, e dopo lo scioglimento di quest'ultimo nel 1947, alla fine dello
stesso anno passò al Partito Socialista Italiano (PSI), per cui fu
dirigente nazionale e, per tre legislature (1953-1968), deputato.
Il 1948 fu l'anno in cui Foa entrò nella FIOM nazionale;
nell'ottobre 1949 entrò nella Segreteria nazionale della CGIL di
Giuseppe Di Vittorio, come vicesegretario responsabile dell'Ufficio
studi, e nel 1955 fu segretario nazionale della FIOM.
Dopo una collaborazione iniziale nel 1959 con la nascente rivista
Passato e presente (nata intorno ad Antonio Giolitti e diretta da Carlo
Ripa di Meana), Foa divenne uno dei massimi teorici della linea
politica dell'autonomia operaia, che ispirò molti anni dopo la nascita
dell'omonimo movimento politico, e scrisse fra l'altro nel 1961
l'editoriale del primo numero della rivista di Raniero Panzieri,
Quaderni rossi, legata a quest'area.
Nel 1964, da una scissione a sinistra del PSI, nacque il Partito
Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), di cui Foa fu un
dirigente nazionale. Nel 1966-1968 cominciò a collaborare con La
Sinistra (giornale nato attorno a Silverio Corvisieri, Augusto
Illuminati, Giulio Savelli e Lucio Colletti) e nel 1969 con Il
Manifesto, rivista mensile omonima del gruppo politico originatosi da
una scissione a sinistra del PCI. Per qualche tempo Foa fu membro della
direzione del giornale, ma nel 1970 si dimise dalla CGIL e uscì dallo
PSIUP, ritirandosi brevemente a vita privata.
A seguito però della sconfitta elettorale dello stesso PSIUP nel
1972 e al suo scioglimento (il 16 luglio), Foa diede vita con diversi
socialisti toscani (Silvano Miniati, Guido Biondi, Mario Brunetti,
Aristeo Biancolini, Pino Ferraris, Daniele Protti, Dante Rossi e i
sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi) al
Nuovo PSIUP; quest'ultimo però nel novembre '72 contribuì, con la
sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) alla creazione del
Partito di Unità Proletaria (PdUP), di cui divenne dirigente nazionale.
L'idea di Foa era quella di creare una forza politica che orientasse i
gruppi rivoluzionari verso una prospettiva di "governo delle sinistre"
distogliendole da una prospettiva rivoluzionaria.
Nel luglio 1974 il PdUP si unificò al gruppo de Il manifesto e
nacque il PdUP per il comunismo: Foa fece parte, con Silvano Miniati,
della sinistra del nuovo partito (circa il 44%). Col PdUP prese parte
alla promozione della lista unica della nuova sinistra, Democrazia
Proletaria (DP), avvenuta nel 1975-76: per questo cartello elettorale
fu eletto nelle circoscrizioni di Torino e Napoli ma rinunciò a favore
di Silverio Corvisieri (Avanguardia Operaia) e Mimmo Pinto (Lotta
Continua). Nel 1977 iniziò anche a scrivere nel Quotidiano dei
lavoratori, giornale di AO, mentre sua moglie Lisa intraprese la
militanza in LC.
Il '77 fu l'anno in cui il PdUP perse la corrente ex-PSIUP-MPL
(assieme alle cosiddette Federazioni unitarie e all'area sindacale di
Giovannini) che prese parte alla costituente partitica di DP, mentre il
partito rimase in mano alla componente de Il Manifesto.
Foa in seguito ricominciò nuovamente ad allontanarsi dalla vita
politica: il suo ultimo intervento ufficiale fu alla commissione del
Congresso di DP (gennaio 1980). Promise di non parlare né scrivere più
di politica per almeno quattro anni, e preferì dedicarsi
all'insegnamento dopo aver accettato la cattedra di Storia
contemporanea nelle università di Modena e Torino.
Il 15 giugno 1987 venne eletto senatore come indipendente nelle
liste del PCI, pur non essendo mai stato comunista. Favorevole alla
partecipazione italiana nella Guerra del Golfo, nel 1992 abbandona la
politica attiva per dedicarsi alla stesura di alcuni libri, in gran
parte autobiografici: nel 2003 uscì ad esempio "Un dialogo", edito
dalla Feltrinelli e scritto a quattro mani con Carlo Ginzburg.
In anni più recenti ha anche ricevuto gli auguri per i suoi 95 anni dall'ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
Si spegne a Roma il 20 Ottobre 2008 dopo una lunga malattia.
Vittorio Foa
Cgil
Psi
Giustizia e Libertà
| inviato da abuona il 21/10/2008 alle 16:52 | |
14 settembre 2008
Sulle Unioni civili
 Ancora una volta il SIndaco di Napoli Rosa Russo Jervolino ostacola l'approvazione di un provvedimento minimo in favore delle unioni civili. Decide infatti di bloccare l'applicazione di un Odg approvato dalla V municipalità (Vomero-Arenella) sull'istituzione di un Registro delle Unioni civili municipale.
Oltre un anno fa, fu lanciata- con una conferenza stampa- da un
Comitato laico cittadino, la proposta di Odg comunale per un
Certificato di famiglia anagrafica affettiva. Nonostante
l’interessamento (a chiacchiere) di alcuni consiglieri, non se n’è mai
fatto nulla.
E’ arrivato il momento che le forze politiche si assumano le loro
responsabilità. L’opinione pubblica cittadina ha il diritto di sapere
chi sostiene fino in fondo i diritti civili e chi no.
| inviato da abuona il 14/9/2008 alle 16:5 | |
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